Perdersi

Perdersi

– Ti passo a perdere fra poco.
– A perdere?
– Sì, vengo da te
e ci perdiamo insieme dove ti pare.
– E se poi ci trovano?
– Ma noi ci perdiamo bene.
– Devo portare qualcosa?
– Si, quella curiosità disordinata e bella che ti rende sfacciatamente vera.
La voglia di soffiare via le nuvole dal tuo cielo che da un po’ di tempo è scuro.
La forza di far scivolare via la tristezza che ti ostini a tenere per mano.
Gli abbracci li porto io per quando avremo freddo.
– Ho paura.
– Ed è per questo che ogni tanto è necessario perdersi, in nuove persone, in altri luoghi, dentro nuovi viaggi.
Perchè la vita passi e non ci trovi lì, fermi, ad aspettarla.
Per ricominciare bisogna perdere la strada del ritorno. Per diventare persone nuove bisogna rischiare.
Rompersi e rinascere.
Prendere coraggio e fare quella “cosa” che ci terrorizza, quella cosa che non avremmo fatto mai.
– Passa a perdermi… ti aspetto.

A.Faber (presa dal web)

Nulla Succede per Caso

Nulla Succede per Caso

“Se volete che una coincidenza significativa cambi la storia della vostra vita, vagabondate a caso per il mondo e siate pronti ad accogliere qualsiasi cosa la vita vi offra. L’imprevista svolta degli eventi potrebbe costituire il colpo di scena in una storia nella quale non ci eravamo ancora accorti di essere dei personaggi”

Nulla Succede per Caso, Robert Hopke

Alcolisti anonimi

Alcolisti anonimi

Buonasera a tutti. Io mi chiamo Lupetta, ho quasi 41 anni e sono stata vittima di ghosting.

Eh già, alla veneranda età di 40 anni mi sono ritrovata a comunicare intensamente per mesi con una persona che ha pensato bene di non rispondere più da un giorno all’altro.

Beh, in realtà qualche segno di cedimento l’aveva dato, ma abbiamo smesso di comprenderci e soprattutto ha smesso di rispondere senza preavviso e .

Sto lentamente elaborando il lutto, ma ogni tanto faccio ancora un po’ fatica a tenere a bada l’emotività.

Corto circuito

Corto circuito

Il corto circuito che si può creare in una coppia (o in un tentativo di coppia quale eravamo noi) lo posso immaginare.
Può accadere quell’evento scatenante, o l’assenza di un gesto o di una parola che fa crollare tutto, che ci fa comprendere che non è quello il nostro posto.
 
Evidentemente tu hai vissuto un momento del genere, e credo di aver capito che con il tuo silenzio non volessi fare altro che URLARE quanto non ne potessi più di alcune dinamiche.
 
Sinceramente non mi sono rimessa a ricostruire il percorso che ci ha portato alla parabola discendente. Ora che non esiste più la voglia di costruire un NOI non ha senso farlo di fretta… lo farò sicuramente, lo farò per me stessa, ma non ora.
 
Ogni tanto ripenso a quei due dei primi tempi, a quanto fosse bella quella follia, alle sensazioni che mi trasmettevi e che mi provocavi. Ho ancora davanti agli occhi le immagini di quello che sarebbe stato il nostro primo incontro…ti sentivo così tanto da riuscire ad immaginarti davanti a me che mi abbracciavi e che mi baciavi.
Lo so che è folle, mi rendevo conto anche allora che lo fosse, e questa follia da un lato mi travolgeva e dall’altra parte mi spaventava in maniera incredibile…e non credere non vedessi quanto male si conciliassero i nostri aspetti caratteriali più complessi e spigolosi, ma ero davvero convinta potessimo resistere.
 
Ma quei due oramai sono distanti, sono altri rispetto a noi, e mi spiace che tu non sia riuscito ad avere la mia stessa fiducia, ma in fondo l’amarezza di questo cambio di rotta la posso smaltire…
Mi consolo immaginando che i nostri caratteri così complessi non ci avrebbero consentito di far partire una storia nella vita “reale post covid”.
 
Quello che non riesco a gestire (parola che odi, lo so) e a smaltire è la scelta che hai fatto.
Immagino tu sappia quanto sia potente il tuo silenzio, ma anche quanto possa risultare distruttivo.
Al di là del discorso romantico, non puoi non ricordare quanto io fossi legata a te, quanto mi fossi scoperta e mi sentissi vulnerabile nei tuoi confronti, ed è per questo che non riesco a comprendere perché tu sia così gratuitamente duro verso di me e verso questa situazione.
Non mi pare che ci siamo fatti del male, quindi perché farmene ora?
Era giusto che seguissi te stesso, ma sono profondamente delusa dal fatto che tu non sia riuscito a trovare un modo per non ferirmi, pur senza modificare la tua idea e le tue esigenze.
So che il mio modo di vedere non è l‘unico e non è detto che sia quello più giusto, ma quando ad una persona hai voluto bene in qualsiasi modo e in qualsiasi forma, perché non dirle chiaramente e semplicemente che tu a quell’idea iniziale non credi più, consentendole così di andare avanti serenamente?
Perché non dirle che hai bisogno del silenzio? Perché non dirle qualsiasi cosa che ti passa per la testa così da consentirle di ricostruire serenamente sé stessa?
A meno che davvero tu non abbia dentro di te questa potenza distruttiva dalla quale forse hai provato a mettermi in guardia…
Lo so che non avrei dovuto consentirlo, ma non ero pronta a difendermi da te. Ero sicura non mi avresti mai fatto del male
 
Non sono mai fuggita dalla realtà e non inseguo le favole, per cui qualsiasi potesse essere la tua verità non mi avrebbe mai ferita così tanto quanto il tuo silenzio e mi avrebbe aiutata ad elaborare il distacco.
Una parte di me ancora spera che scatti qualcosa dentro di te che ti spinga a parlarmi e a buttare fuori quello che ti passa per la testa… non cambierebbe la sostanza ma allo stesso tempo cambierebbe tutto profondamente