Lascia che le cose si rompano

Lascia che le cose si rompano

Lascia che le cose si rompano, smetti di sforzarti di tenerle incollate.
Lascia che le persone si arrabbino.
Lascia che ti critichino, la loro reazione non è un problema tuo.
Lascia che tutto crolli, e non ti preoccupare del dopo.
Dove andrò?
Che farò?
Nessuno si è mai perso per la via, nessuno è mai rimasto senza riparo.
Ciò che è destinato ad andarsene se ne andrà comunque.
Ciò che dovrà rimanere, rimarrà comunque.

Troppo sforzo, non è mai buon segno, troppo sforzo è segno di conflitto con l’Universo.
Relazioni
Lavori
Case
Amici e grandi amori.

Consegna tutto alla Terra e al Cielo, annaffia quando puoi, prega e danza ma poi lascia che sbocci ciò che deve e che le foglie secche si stacchino da sole.
Quel che se ne va, lascia sempre spazio a qualcosa di nuovo: sono le leggi universali.
E non pensare mai che non ci sia più nulla di bello per te, solo che devi smettere di trattenere quel che va lasciato andare.

Solo quando il tuo viaggio sarà terminato, allora finiranno le possibilità, ma fino a quel momento, lascia che tutto crolli, lascia andare, let it be.

Claudia Crispolti

https://librariacultura.altervista.org/lascia-che-le-cose-si-rompano-una-citazione-di-claudia-crispolti/

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Tu mi piaci ma..

Tu mi piaci ma..

Ecco che si ripropone la solita dinamica… tu puoi, mentre io non posso…tu puoi farmi una videochiamata a sorpresa, ma non rispondi se sono io a chiamare…ma questo è solo l’ultimo e banale esempio della lotta di potere che c’è in atto tra me e te e che, devo dedurre, c’è sempre stata.

Non mi fraintendere, non sei il primo uomo del genere che incontro sulla mia strada, ma temo tu sia il primo per il quale la lotta di supremazia sovrasta qualsiasi altra cosa, superando qualsiasi desiderio di me… Quindi io sono un mero strumento per il tuo piacere e balsamo per il tuo ego??

Andare via

Andare via

“Quando si va via dalla vita di una persona, bisognerebbe accertarsi di aver lasciato tutto in ordine, prima di chiuderci la porta alle spalle. Bisognerebbe avere la stessa cura che abbiamo usato nell’entrarvi.
E dunque, sarebbe buona cosa guardarla negli occhi e raccontarle di noi, di cosa non capiamo, di cosa ci chiama lontano da li.
Di cosa non troviamo più.
O semplicemente di cosa credevamo di aver trovato.
Dovremmo raccontarle di lei.
Di cosa abbiamo amato, di cosa è cambiato, di cosa non ha compreso di noi.
Dovremmo chiederle come sta, cosa pensa, quanto male fa. Ecco, quanto male fa.
Quanto male le stiamo causando.
E poi abbracciarla e farle sentire che il suo amore non è stato sprecato, non è stato gettato via.
Quando ce ne andiamo dalla vita di una persona, dovremmo avere le mani pulite.
Dovremmo chiedere scusa, come quando il giorno che siamo entrati avremmo dovuto chiedere permesso.
Avremmo dovuto, ho detto.”

(Paola Delton)

Namaste

Namaste

Disse la vecchia guaritrice dell’anima:
Non fa male la schiena, fa male il carico.
Non fanno male gli occhi, fa male l’ingiustizia.
Non fa male la testa, fanno male i pensieri.
Non fa male la gola, fa male quello che non si esprime o si esprime con rabbia.
Non fa male lo stomaco, fa male quello che l’anima non digerisce.
Non fa male il fegato, fa male la rabbia.
Non fa male il cuore, fa male l’amore.
Ed è proprio lui,
L’amore stesso,
Che contiene la più potente medicina.

Dipendenze?

Dipendenze?

Ho letto l’intervista di Selvaggia Lucarelli, ed ho pensato a te, ed ho pensato “chissà se tra i suoi podcast si parla anche del ghosting”.
Sarà quello, sarà che rimani una grande incognita, sta di fatto che quello stronzo dell’inconscio ci ha messo lo zampino e stanotte ti ho sognato.
Il sogno è perfetta espressione della realtà, perché non ho sognato di incontrarti bensì la tua foto su Telegram.
Al posto della solita foto del grande Lebowsky, c’è una tua foto profilo in tenuta da tennis. Ricordo un completino bianco e blu, una fascia tra i capelli e degli scarponi da trekking particolarmente grandi.
Eri bello da morire, più bello di quello che sei nella realtà… Va bene che ero persa per te, ma non è stata la tua bellezza a rapirmi.
Mentre guardo la tua foto, mi rendo conto che, per uno strano motivo tecnico non meglio identificato, è riapparsa la chat con te e così ho la scusa per scriverti.
Non ricordo altro di questo sogno, ma mi sono rimaste le sensazioni, le stesse che provo nella realtà se penso a te…tutta una serie di sensazioni discordanti…