“Fino a farci scomparire” Diodato

“Fino a farci scomparire” Diodato


Sembrava evidente che
Non c’era più niente da fare
Ma tu amavi insistere
Col tuo accanimento morale
E perdevamo tutto, anche la dignità
Dio mio, che male che fa
Pensare a quel giorno in cui
Ci siamo dovuti lasciare
Che quando hai pianto mentre te ne andavi via
Ti sei portata anche me
E ora lo vedi, con il tempo
Tutto sembra avere un senso
Anche il nostro ritornare
A innamorarsi in questo altrove
Fino a farsi scomparire
Fino a farci scomparire
È stato il silenzio che
Abbiamo sentito arrivare
Ad essere complice
Di ogni accadimento immorale
Ci siamo tolti tutto, anche la nostalgia
Dio mio, che pena che fa
Mischiarsi a un estraneo che
Vorrebbe sentirsi speciale
Ma quando eri in silenzio mentre andavi via
Ti sei portata anche me
E ora lo vedi, con il tempo
Tutto sembra avere un senso
Anche il nostro ritornare
A innamorarsi in questo altrove
Fino a farsi scomparire
Fino a farci scomparire
E come vedi il mondo adesso
Ti sembra lo stesso?
Come vedi quei due pazzi
Che si sono tolti tutto?
Tutto, tutto, tutto
Ma non lo vedi? Con il tempo
Tutto sembra avere un senso
Anche il nostro ritornare
A innamorarsi in questo altrove
Fino a farsi scomparire
Fino a farci scomparire
Fino a farci scomparire
Fino a farci scomparire
Fino a farci scomparire

https://youtu.be/5e6LLaIy24w

Lettera 2

Lettera 2

Tesoro mio,
ho deciso di non subissarti di messaggi come faccio di solito. Provo a scriverti un’email… Se avrà un senso logico, mi dirai tu se vuoi leggerla. 

Non te lo dico da un po’, ma trovarti sul mio percorso è stata la cosa più bella che mi potesse capitare. 
Mi hai dato la possibilità di riscoprire delle sensazioni che non provavo da un po’ e mi hai fatto mettere in discussione delle cose che ahimè era giusto mettessi in discussione. 
Qualsiasi cosa ci riserverà il futuro, sono contenta di aver incontrato una bella anima. 
Credo e sento che avresti bisogno di ricevere altro tipo di conferme (o semplicemente di esternazioni) da parte mia, ma, per quanto tu mi sia entrato dentro al cuore all’improvviso, faccio fatica ad esprimere i miei sentimenti. 
 
Per quanto riguarda i miei momenti di ansia, prima di tutto non sono a mio agio a manifestarli…mi sento stupida e allo stesso tempo mi dispiace perché ti stresso.
È indubbio che io abbia delle cose da risolvere con me stessa…semplificando, diciamo che ho dei problemi di fiducia e una non immediata capacità a lasciarmi andare…e a questo, come è giusto che sia, ci devo pensare io,e questo lo faccio prima di tutto per me stessa. 
Oltre a questo, ci sono ovviamente delle cose che riguardano me e te. 
Mi ero ripromessa di non esternare la mia ansia con te fino a che non fossi riuscita a separare perfettamente i due “ambiti”, evitando che l’uno influenzasse l’altro, ma non sono ancora un robot. 

Prendo l’episodio di ieri come esempio.
Prima che la situazione degenerasse, ero stanca e un po’ preoccupata, ti avevo scritto perché cercavo solo un po’ di calore, e tu sei andato in chiusura pensando volessi bacchettarti. Questo episodio è emblematico del fatto che a te arrivi male il messaggio e che evidentemente io non sappia come fartelo arrivare.
 
Mi spiace se ultimamente ti arrivano solo i messaggi delle mie incazzature e dei miei bacchettamenti. 
Non so perché ti arrivino… Quello che so per certo che non partono così. Si che perdo la calma e la lucidità, ma non perché penso che sia tutta colpa tua.
Anche io non amo il discorso delle colpe, del “mi fai arrabbiare”, del giusto e sbagliato. 
Sicuramente c’è una leggera vena melodrammatica in me (sarà dovuta alle mie origini), ma amo giocare e sorridere, e l’immagine sempre imbronciata non mi rende giustizia. 
A riguardo, però, quello che più mi dispiace è che ultimamente debba precisarlo spesso. Ho l’impressione che alcune cose arrivino meno immediate e meno facilmente di prima, quando ci conoscevamo di meno… Forse ora, anche in maniera inconscia, stiamo mettendo un po’ di filtri in più.
 
Sarò sincera fino in fondo con te, ed ammetto di aver fatto caso più facilmente ad alcune cose perché mi sono capitate nell’ultima storia, ma alcune mancanze le sento davvero e non perché condizionata.
Capisco che cerchi di tutelarti dai miei momenti di disequilibrio, ma ho paura che la ricerca della serenità, che in sé condivido appieno, diventi qualcosa di superficiale che ci tolga l’emotività. 
Per quanto siano sbagliate le mie esternazioni, e queste vadano migliorate (vanno migliorate in sé e perché l’ultima cosa che voglio è toglierti la serenità ed il sorriso), rimane il fatto che io sono emotiva. Ho cercato di limitarla, ma poi penso che con te sono stata pienamente me stessa e celare la mia emotività vorrebbe dire fare un passo indietro.
Potremmo non essere fatti l’uno per l’altro, e nel caso ne prenderemmo atto, ma non posso non essere me stessa.
Ed io ho bisogno di sentirti. Chiaramente non ho bisogno di sentirti continuamente tutto il giorno ma ho bisogno di sentire che ci sei.
Il “quasi decalogo” è stato enfatizzato (non credo di romperti le palle né che a te arrivi così), ma è vero che mi sembra di avere mille paletti e di non avere più uno spazio, anche minimo, che sia solo nostro.
E’ come se tutto ciò che riguardasse l’emotività e la profondità avessimo tacitamente deciso di metterlo da parte.

Lettera a me stessa

Lettera a me stessa

Vorrei che tu riuscissi a smettere di tormentare la tua testa con pensieri inutili, futili e gravemente disastrosi, soprattutto quando i tuoi occhi vorrebbero solo chiudersi e lasciarsi andare al sonno. Cara me stessa, tu dovresti dormire di più. Dovresti essere meno triste all’improvviso, dovresti essere meno volte triste quando non ne hai una ragione, solo perché ti manca qualcosa che non riesci a decifrare. Dovresti essere più attenta a quello che desideri, impegnarti per capirlo così come fai per capire gli altri quando ti dicono “hai capito esattamente quello che intendevo, ma come fai?” così dovresti fare anche con quello che vuoi, che tu e solo tu vuoi. Vorrei che tu imparassi ad essere te stessa sempre, e che avessi il coraggio di seguire i tuoi sentimenti anche contro tutti gli altriio vorrei che tu avessi un coraggio spietato, inestimabile, di quelli che fanculo tutto, io conquisto il mondoe invece hai sempre troppa paura un po’ di tutto. Vorrei che tu potessi capire che gli addii non sono sempre negativi, e che a volte piuttosto che trattenere bisognerebbe lasciare andaresoprattutto se ciò che una volta ti faceva stare bene, adesso ti fa stare male. Cara me, vorrei che tu sapessi che non serve a niente cercare ovunque le distrazioni giuste per i tuoi affanniperché non puoi risolvere tramite quello che trovi all’esterno di te la sofferenza che ti porti dentro. Vorrei che tu riuscissi a distinguere quello che sei da quello che non sei, e che tu non provassi in tutti i modi possibili a farti accettare dagli altri, anche adeguandoti ad essere qualcuno che non sei per niente solo perché vuoi disperatamente sentirti meno sola e poi non ci riesci maie finisci pure per non piacerti più.Cara me, dovresti smetterla di andare contro te stessa dovresti smettere di andare incontro a persone che non ti sanno meritare. Dovresti stare un po’ meno sovrappensiero e un po’ più dentro alla vita vera. Cara me, ho deciso che dopo tutta questa sofferenza, questa inadeguatezza, questo vuoto catastrofico fino in fondo allo stomaco, adesso ti meriti un po’ di felicità: cercherai di ottenerla?Ti voglio bene.


Ps: questa lettera è stata presa dal web e credo di averla già pubblicata, ma mi andava di ripubblicarla🙂