Nulla Succede per Caso

Nulla Succede per Caso

“Se volete che una coincidenza significativa cambi la storia della vostra vita, vagabondate a caso per il mondo e siate pronti ad accogliere qualsiasi cosa la vita vi offra. L’imprevista svolta degli eventi potrebbe costituire il colpo di scena in una storia nella quale non ci eravamo ancora accorti di essere dei personaggi”

Nulla Succede per Caso, Robert Hopke

Alcolisti anonimi

Alcolisti anonimi

Buonasera a tutti. Io mi chiamo Lupetta, ho quasi 41 anni e sono stata vittima di ghosting.

Eh già, alla veneranda età di 40 anni mi sono ritrovata a comunicare intensamente per mesi con una persona che ha pensato bene di non rispondere più da un giorno all’altro.

Beh, in realtà qualche segno di cedimento l’aveva dato, ma abbiamo smesso di comprenderci e soprattutto ha smesso di rispondere senza preavviso e .

Sto lentamente elaborando il lutto, ma ogni tanto faccio ancora un po’ fatica a tenere a bada l’emotività.

Corto circuito

Corto circuito

Il corto circuito che si può creare in una coppia (o in un tentativo di coppia quale eravamo noi) lo posso immaginare.
Può accadere quell’evento scatenante, o l’assenza di un gesto o di una parola che fa crollare tutto, che ci fa comprendere che non è quello il nostro posto.
 
Evidentemente tu hai vissuto un momento del genere, e credo di aver capito che con il tuo silenzio non volessi fare altro che URLARE quanto non ne potessi più di alcune dinamiche.
 
Sinceramente non mi sono rimessa a ricostruire il percorso che ci ha portato alla parabola discendente. Ora che non esiste più la voglia di costruire un NOI non ha senso farlo di fretta… lo farò sicuramente, lo farò per me stessa, ma non ora.
 
Ogni tanto ripenso a quei due dei primi tempi, a quanto fosse bella quella follia, alle sensazioni che mi trasmettevi e che mi provocavi. Ho ancora davanti agli occhi le immagini di quello che sarebbe stato il nostro primo incontro…ti sentivo così tanto da riuscire ad immaginarti davanti a me che mi abbracciavi e che mi baciavi.
Lo so che è folle, mi rendevo conto anche allora che lo fosse, e questa follia da un lato mi travolgeva e dall’altra parte mi spaventava in maniera incredibile…e non credere non vedessi quanto male si conciliassero i nostri aspetti caratteriali più complessi e spigolosi, ma ero davvero convinta potessimo resistere.
 
Ma quei due oramai sono distanti, sono altri rispetto a noi, e mi spiace che tu non sia riuscito ad avere la mia stessa fiducia, ma in fondo l’amarezza di questo cambio di rotta la posso smaltire…
Mi consolo immaginando che i nostri caratteri così complessi non ci avrebbero consentito di far partire una storia nella vita “reale post covid”.
 
Quello che non riesco a gestire (parola che odi, lo so) e a smaltire è la scelta che hai fatto.
Immagino tu sappia quanto sia potente il tuo silenzio, ma anche quanto possa risultare distruttivo.
Al di là del discorso romantico, non puoi non ricordare quanto io fossi legata a te, quanto mi fossi scoperta e mi sentissi vulnerabile nei tuoi confronti, ed è per questo che non riesco a comprendere perché tu sia così gratuitamente duro verso di me e verso questa situazione.
Non mi pare che ci siamo fatti del male, quindi perché farmene ora?
Era giusto che seguissi te stesso, ma sono profondamente delusa dal fatto che tu non sia riuscito a trovare un modo per non ferirmi, pur senza modificare la tua idea e le tue esigenze.
So che il mio modo di vedere non è l‘unico e non è detto che sia quello più giusto, ma quando ad una persona hai voluto bene in qualsiasi modo e in qualsiasi forma, perché non dirle chiaramente e semplicemente che tu a quell’idea iniziale non credi più, consentendole così di andare avanti serenamente?
Perché non dirle che hai bisogno del silenzio? Perché non dirle qualsiasi cosa che ti passa per la testa così da consentirle di ricostruire serenamente sé stessa?
A meno che davvero tu non abbia dentro di te questa potenza distruttiva dalla quale forse hai provato a mettermi in guardia…
Lo so che non avrei dovuto consentirlo, ma non ero pronta a difendermi da te. Ero sicura non mi avresti mai fatto del male
 
Non sono mai fuggita dalla realtà e non inseguo le favole, per cui qualsiasi potesse essere la tua verità non mi avrebbe mai ferita così tanto quanto il tuo silenzio e mi avrebbe aiutata ad elaborare il distacco.
Una parte di me ancora spera che scatti qualcosa dentro di te che ti spinga a parlarmi e a buttare fuori quello che ti passa per la testa… non cambierebbe la sostanza ma allo stesso tempo cambierebbe tutto profondamente

“Fino a farci scomparire” Diodato

“Fino a farci scomparire” Diodato


Sembrava evidente che
Non c’era più niente da fare
Ma tu amavi insistere
Col tuo accanimento morale
E perdevamo tutto, anche la dignità
Dio mio, che male che fa
Pensare a quel giorno in cui
Ci siamo dovuti lasciare
Che quando hai pianto mentre te ne andavi via
Ti sei portata anche me
E ora lo vedi, con il tempo
Tutto sembra avere un senso
Anche il nostro ritornare
A innamorarsi in questo altrove
Fino a farsi scomparire
Fino a farci scomparire
È stato il silenzio che
Abbiamo sentito arrivare
Ad essere complice
Di ogni accadimento immorale
Ci siamo tolti tutto, anche la nostalgia
Dio mio, che pena che fa
Mischiarsi a un estraneo che
Vorrebbe sentirsi speciale
Ma quando eri in silenzio mentre andavi via
Ti sei portata anche me
E ora lo vedi, con il tempo
Tutto sembra avere un senso
Anche il nostro ritornare
A innamorarsi in questo altrove
Fino a farsi scomparire
Fino a farci scomparire
E come vedi il mondo adesso
Ti sembra lo stesso?
Come vedi quei due pazzi
Che si sono tolti tutto?
Tutto, tutto, tutto
Ma non lo vedi? Con il tempo
Tutto sembra avere un senso
Anche il nostro ritornare
A innamorarsi in questo altrove
Fino a farsi scomparire
Fino a farci scomparire
Fino a farci scomparire
Fino a farci scomparire
Fino a farci scomparire

https://youtu.be/5e6LLaIy24w

Lettera 2

Lettera 2

Tesoro mio,
ho deciso di non subissarti di messaggi come faccio di solito. Provo a scriverti un’email… Se avrà un senso logico, mi dirai tu se vuoi leggerla. 

Non te lo dico da un po’, ma trovarti sul mio percorso è stata la cosa più bella che mi potesse capitare. 
Mi hai dato la possibilità di riscoprire delle sensazioni che non provavo da un po’ e mi hai fatto mettere in discussione delle cose che ahimè era giusto mettessi in discussione. 
Qualsiasi cosa ci riserverà il futuro, sono contenta di aver incontrato una bella anima. 
Credo e sento che avresti bisogno di ricevere altro tipo di conferme (o semplicemente di esternazioni) da parte mia, ma, per quanto tu mi sia entrato dentro al cuore all’improvviso, faccio fatica ad esprimere i miei sentimenti. 
 
Per quanto riguarda i miei momenti di ansia, prima di tutto non sono a mio agio a manifestarli…mi sento stupida e allo stesso tempo mi dispiace perché ti stresso.
È indubbio che io abbia delle cose da risolvere con me stessa…semplificando, diciamo che ho dei problemi di fiducia e una non immediata capacità a lasciarmi andare…e a questo, come è giusto che sia, ci devo pensare io,e questo lo faccio prima di tutto per me stessa. 
Oltre a questo, ci sono ovviamente delle cose che riguardano me e te. 
Mi ero ripromessa di non esternare la mia ansia con te fino a che non fossi riuscita a separare perfettamente i due “ambiti”, evitando che l’uno influenzasse l’altro, ma non sono ancora un robot. 

Prendo l’episodio di ieri come esempio.
Prima che la situazione degenerasse, ero stanca e un po’ preoccupata, ti avevo scritto perché cercavo solo un po’ di calore, e tu sei andato in chiusura pensando volessi bacchettarti. Questo episodio è emblematico del fatto che a te arrivi male il messaggio e che evidentemente io non sappia come fartelo arrivare.
 
Mi spiace se ultimamente ti arrivano solo i messaggi delle mie incazzature e dei miei bacchettamenti. 
Non so perché ti arrivino… Quello che so per certo che non partono così. Si che perdo la calma e la lucidità, ma non perché penso che sia tutta colpa tua.
Anche io non amo il discorso delle colpe, del “mi fai arrabbiare”, del giusto e sbagliato. 
Sicuramente c’è una leggera vena melodrammatica in me (sarà dovuta alle mie origini), ma amo giocare e sorridere, e l’immagine sempre imbronciata non mi rende giustizia. 
A riguardo, però, quello che più mi dispiace è che ultimamente debba precisarlo spesso. Ho l’impressione che alcune cose arrivino meno immediate e meno facilmente di prima, quando ci conoscevamo di meno… Forse ora, anche in maniera inconscia, stiamo mettendo un po’ di filtri in più.
 
Sarò sincera fino in fondo con te, ed ammetto di aver fatto caso più facilmente ad alcune cose perché mi sono capitate nell’ultima storia, ma alcune mancanze le sento davvero e non perché condizionata.
Capisco che cerchi di tutelarti dai miei momenti di disequilibrio, ma ho paura che la ricerca della serenità, che in sé condivido appieno, diventi qualcosa di superficiale che ci tolga l’emotività. 
Per quanto siano sbagliate le mie esternazioni, e queste vadano migliorate (vanno migliorate in sé e perché l’ultima cosa che voglio è toglierti la serenità ed il sorriso), rimane il fatto che io sono emotiva. Ho cercato di limitarla, ma poi penso che con te sono stata pienamente me stessa e celare la mia emotività vorrebbe dire fare un passo indietro.
Potremmo non essere fatti l’uno per l’altro, e nel caso ne prenderemmo atto, ma non posso non essere me stessa.
Ed io ho bisogno di sentirti. Chiaramente non ho bisogno di sentirti continuamente tutto il giorno ma ho bisogno di sentire che ci sei.
Il “quasi decalogo” è stato enfatizzato (non credo di romperti le palle né che a te arrivi così), ma è vero che mi sembra di avere mille paletti e di non avere più uno spazio, anche minimo, che sia solo nostro.
E’ come se tutto ciò che riguardasse l’emotività e la profondità avessimo tacitamente deciso di metterlo da parte.