Ma se ci dicessimo addio?

Ma se ci dicessimo addio?

Non ce la faccio a dormire…Ho dovuto soccombere alla forza dei miei pensieri, riprendere il tablet e mettermi a scrivere.
Ho riletto le sue ultime mail e la mia lettera, in cerca di un senso, di una traccia, di qualcosa che mi aiuti a decodificare quello che abbiamo sentito. Una cosa è certa, nella sua mail non c’è alcuna traccia di noi due…dice che vuole vedermi per spiegarmi le sue ragioni e non essere frainteso, quando dovrebbe essere spinto solo dal desiderio di vedermi per guardarmi negli occhi e scoprire chi si cela davvero dietro le parole scritte per mesi, dietro chi è riuscito, per mesi, a tenerlo incollato davanti ad un monitor e che, nonostante la presenza di uno schermo, è riuscito a farlo emozionare (chiaramente la cosa è stata biunivoca), a farlo sorridere, ad intrigarlo, a farlo anche arrabbiare, ma lui niente, non menziona nessuna di questi aspetti e si limita a porre un’ulteriore condizione, come non bastassero tutte quelle che ha posto negli ultimi mesi… Non vuole che gli chieda il motivo per cui mi ha scritto, nonostante io mi fossi predisposta alla chiusura… Ero serenamente pronta ad andare e a lasciarlo andare ma per lui così non va bene, troppo semplice.
Intanto è da stamattina che salto ad ogni email che arriva, sperando, in cuor mio, che sia la sua mail ma ahimè non è mai lui.
Io non sono quel tipo di donna, non funziona così con me, la fiducia è un sentiero che va costruito pezzo dopo pezzo, e lui non la merita, o comunque non ancora, ed io mi sento solo tanto vulnerabile e sinceramente anche un po’ stupida.
Non ne rinnego la profondità, ma non credo più nella bellezza e nella peculiarità di questa situazione.. L’abbiamo notevolmente svilita con questa attesa estenuante, con le mie crisi ed i suoi repentini cambi di rotta… Avremmo dovuto semplicemente vederci, abbracciarci e, davanti ad un buon bicchiere di vino, parlare di noi, così come siamo riusciti a fare con naturalezza per iscritto.
Non credo che avremo ancora la possibilità di vivere qualcosa fuori dal mondo virtuale, e non sono nemmeno più sicura ne valga la pena..
Allora, se non ne vale la pena, perché sono qui a scrivere invece di dormire?

Uno strano senso di inquietudine si fa facendo strada dentro di me… Avverto QUELLA strana sensazione, quella delle premonizioni…eh già, avete capito bene,sono sempre stata un po’ streghetta, o almeno è stato così per un po’ di anni, oramai ho perso pure quelle di sensazioni. Era diventato davvero facile riconoscerla, e, quando arrivava, sapevo che da lì a pochissimo qualcosa sarebbe accaduto…non ero in grado di predire eventi tipo l’attacco alle torri gemelle, né la caduta di un meteorite, ma si trattava comunque di situazioni o eventi che nella mia vita avrebbero lasciato un qualche segno, anche se minimo. Non riuscivo nemmeno ad associarla all’evento, ma dopo quella sensazione, qualcosa accadeva. Non ho mai saputo come leggerla, ma infondo non credo che tutto ciò che accade debba avere  un’interpretazione razionale. In ogni caso, quella sensazione non compariva ormai da parecchio, e l’ultima volta l’ho sentita proprio quando credevo avrei incontrato F… in realtà quella volta non è stata premonitrice, dato che non ci siamo incontrati, ma la sua ricomparsa è emblematica di quanto tutto ciò mi abbia coinvolto, se non fosse già abbastanza chiaro.

Ma facciamo un passo indietro… ho conosciuto F un giorno di aprile quando, in fase di cazzeggio spinto, mi sono affacciata su quella  pagina. È stata una delle primissime persone con cui ho iniziato a scrivere… Nessuna frase stupida, nessun approccio da sborone, nessun tentativo di rimorchio, solo una persona che scriveva in modo pacato e delicato. Nessuna domanda retorica o frasi da “manuale dei primi incontri” (della serie “che fai nella vita”o “quali sono i tuoi hobby”) …… Abbiamo iniziato a conoscerci così…
A distanza di mesi, non saprei dire di cosa parlavamo, so solo che stavamo ore ed ore a parlare apparentemente di niente ma infondo di tutto. Quasi subito ha messo in chiaro che non cercava incontri e che il suo era una sorta di esperimento…voleva capire cosa poteva arrivare di lui in un mondo nel quale si poteva scegliere di rimanere anonimo, e che fosse in ogni caso privo di sovrastrutture sociali… Aveva un volto e in quel momento mi bastava… C’erano solo le nostre anime in gioco.. Tutto era molto profondo, sentito e vero.
Tutto ciò mi è bastato fino ad un certo punto, dopodiché sono andata in tilt. Lo ammetto, sono un po’ scettica verso il web ma i miei non sono veri pregiudizi, d’altronde mi è capitato di conoscere persone nei modi più svariati… all’ultimo anno di Liceo/primo anno di università ho trovato una penfriend tramite l’agenda smemoranda che da emerita sconosciuta è diventata la mia migliore amica ed ancora lo è….la mia ultima storia ed un’altra storia importante del passato sono nate con persone conosciute per caso sul web… Eppure non sono stata in grado di rimanere nel virtuale così a lungo con lui.
Lui è stato chiaro, ma a me è risultato ben presto chiaro che quel rapporto virtuale non mi bastava più, quindi ho cercato di andarmene.
Dopo quella chiusura ci siamo risentiti, ed è stato come non avessimo mai smesso di scriverci.
In questi mesi non è mai venuta meno la fluidità della nostra conversazione, l’intensità, la profondità… Era tutto così intenso sempre, anche quando litigavamo… Se da un lato era energia pura, dall’altro era davvero frustrante ed dopo ogni litigio c’erano cocci da sistemare e muri da abbattere.
Ed ora, dopo l’ennesimo litigio, e dopo altri scambi di mail, sono ancora qui ad aspettare un chiarimento non richiesto, e sono davvero davvero stanca.

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13 pensieri su “Ma se ci dicessimo addio?

  1. Il virtuale..bellissimo per guardarsi dentro a vicenda,più facile e meno impegnativo..il problema si pone quando scatta quel qualcosa in più,qualcosa che ti spinge a voler condividere di più,di guardarsi in faccia e nel profondo degli occhi. Ma la vita è quella reale e chi sfugge alla realtà,di base,ha qualche problema. Se una situazione ti fa star male non è la tua situazione

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    1. Ciao volevolaprinz, devo dire che all’inizio ho fatto lo stesso ragionamento… al di là del fatto che lui credesse o meno al mondo virtuale, al di là che fosse scettico o meno, ad un certo punto, considerando il protrarsi del nostro scambio, credevo dovesse decidere di passare allo step successivo, vale a dire incontrarmi o, in alternativa, mettere fine a questa cosa (qualsiasi cosa fosse). Il suo rimanere nel mezzo mi ha fatto scattare mille insicurezze e mi ha fatto giungere alla conclusione che avesse qualcosa da nascondere. In realtà, passato il momento di crisi, ho capito che è tutto più complesso di così… Infondo, ripensando alla mia prima volta, devo ammettere che anche io ho cercato di evitare l’incontro, e non perché avessi qualcosa da nascondere.. Il mio forte scetticismo unito al timore di scoprire troppo la mia sensibilità ha formato un mix esplosivo.
      In ogni caso, è vero, se una cosa non ti fa stare bene, è il caso che tu vada altrove.
      Un abbraccio,
      Lupetta

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  2. Queste tue parole sono molto intense, segno che quello che avete costruito con il vostro dialogo è molto intenso. Nella mia esperienza, e ho in mente esattamente quanti giorni e quante migliaia di mail di armonia si possono collezionare con animi a noi affini, non bisogna abdicare al sano bisogno di mettere alla prova questa affinità di fronte al confronto nel mondo reale, quello in cui gli occhi si guardano.
    E se il confronto non arriva, si inceppa o non si sviluppa come tutto farebbe pensare, non deve gettare nello scoramento né sorprendere perché ogni armonia tra due persone fa storia a sé e scorre secondo le sue dinamiche.
    Al di là di come tutto evolve, e spero tu sia più fortunata, a dispetto della virtualità del punto epistolare da cui tutto parte, quel che rimane dentro di noi è tutto molto, piacevolmente, intenso e reale.

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    1. Hai assolutamente ragione.. A prescindere da quello che sarà l’epilogo o comunque l’evoluzione di questa situazione, nulla e nessuno potrà toglierci le sensazioni intense che abbiamo vissuto. Proprio per questo non rinnego nulla, infondo infondo nemmeno i momenti di sclero perché anche lì abbiamo sprigionato tanta energia ☺
      Resta il fatto che a me non basta più questo, e non perché lo abbia deciso razionalmente, è quello che sento, e lo scoramento che percepisci dalle parole del mio post deriva proprio da questo.
      Vedremo quel che sarà. Intanto, però, devo cercare di far prevalere la parte razionale e non fare nulla, soprattutto devo evitare di cercarlo…no, non è strategia, vorrei capisse da solo e senza interferenze da parte mia quello che davvero sente.
      Un abbraccio,
      Lupetta

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  3. _nel virtuale, la prima “anima” che tocchiamo è la nostra, l’altro è, il più delle volte un riflesso illusorio, si sperimenta uno stato straordinario che ordinario nn è. Spesso, son più i sogni e le illusioni che vivono che altro, “altro” che può sempre accadere naturalmente 😉

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    1. Molto interessante il tuo punto di vista, come sempre d’altronde. Anche io credo ci sia sempre una proiezione del nostro io e dei nostri desideri sull’altra persona quando vi interagiamo, ma questo secondo me non va ad inficiare l’esistenza o meno dell’ “affinità elettiva”. Questo è quello che credo in generale.. Nel mio caso, sarà quel che sarà.
      K&h,
      Lupetta

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