Confessioni di una mente cinica, isterica e romantica

Confessioni di una mente cinica, isterica e romantica

​Io lo so che non è facile. L’ho capito la prima volta che un uomo mi disse “Sei troppo per me”.

All’inizio pensai che intendesse troppo alta, troppo grassa, troppo esuberante, troppo provocante. Poi ho capito che si riferiva all’impegno.

Le donne come me sono impegnative in amore. Non siamo sempre state così, sia chiaro. Quindici anni fa eravamo ninfette in mezzo a mille altre ninfette pronte ad annuire, arrossire, entusiasmarci.

Poi sono arrivate le delusioni, la solitudine, Nessun problema il cinema da sola. 

E allora abbiamo cominciato ad essere impegnative.

A farci un’opinione su tutto.

A contestare.

A contraddire.

A decidere quando era ora di smetterla.

A pensare che ci meritiamo di meglio.

A imparare quando fosse ora di andarcene. Senza però applicarci.

Perché quelle che amano come me sanno bene quando sarebbe il caso di andarsene, ma c’è questa cosa della curiosità che le frega sempre. Forse è ottimismo o forse stupidità. Lo decideranno poi. Ma ad un certo punto vogliono andare un po’ più in là a vedere cosa succede, cosa succederà, non sia mai che sia a volta buona.

Quelle che amano come me hanno le lenzuola per quando dormono da sole, ma nell’ultimo cassetto tengono il corredo bello, per le notti importanti.

E lo capisco davvero, ora, a 30 anni, quando ci dicono che siamo troppo, perché siamo effettivamente troppo da gestire. Se fossi uomo forse mi basterebbe una donna più semplice. Ma noi non siamo semplici. Siamo un casino di colori, di ombre e luce. Di verità che vogliamo sentirci dire. Di promesse che pretendiamo siano mantenute.

Noi, con le nostre montagne russe umorali, lo smalto sempre a posto e l’inquietudine che avanza. Chissà perché c’è sempre questa inquietudine pazzesca, questa ansia di vivere, la preoccupazione di poterci perdere qualcosa. Ed ecco che allora viaggiamo veloci, perché ci hanno inculcato un’idea di amore alla quale cerchiamo di ribellarci.

No, non ci serve un uomo per stare bene, ma per stare meglio. E noi vogliamo stare meglio, sempre di più, Tu no, non sei abbastanza.

E mentre noi siamo troppo per quelli che non ci capiscono, loro non sono abbastanza per noi.

Cerchiamo la mosca bianca, Mr Particolare, un po’ irresistibile, un po’ amante, un po’ papà, sicuramente un migliore amico, abbiamo aspettative alte non c’è che dire. Ma ce le teniamo tutte perché un’aspettativa alta è sempre meglio che accontentarsi di un uomo mediocre.

E incontriamo sempre qualcuno che ci chiede Come mai sei ancora single? Come se tutte dovessimo volere la stessa cosa, come se per tutte fosse facile trovare un amore corrisposto, come se per tutte fosse semplice questa faccenda complicata che si chiama Affidarsi.

Come se essere single fosse una condizione di inferiorità. E invece è assoluta consapevolezza. Stiamo da sole perché ci meritiamo di meglio. Finché non arriverà qualcosa di meglio. A volte soffriamo per questo, altre ne siamo felici.

Ma quelle che amano come me, lo sanno che il bello arriverà. Sono un concentrato di positività perché cristoddio la felicità se la meritano davvero. Non fosse altro che per tutti gli appuntamenti di merda ai quali sono state.

E allora io ci vedo, io vi vedo, che viaggiate da sole, che il sabato sera lo passate con le amiche, che siete belle quasi da fare paura perché sembrate così sicure di voi stesse. E sono donna anch’io, so che in alcuni casi è solo facciata, ma non importa.

Un uomo non è un premio di consolazione dopo 10 anni da single. Un uomo è un arricchimento e quelle che amano come me lo sanno bene.

Fanno solo fatica a considerarsi troppo, perché alla fine una donna da amare non dovrebbe essere troppo per nessuno.

MaryG Baccaglini