Let’s furnish

Let’s furnish

In viaggio, ascoltando il vecchio Ligabue, vengo subito pervasa dalla nostalgia. Ricordo le serate con M che suonava la chitarra ed io che pendevo dalle sue labbra. Che bimba che ero, ancora un po’ inconsapevole della mia carica sessuale, ma ciò nonostante rimane il ricordo del buon sesso che abbiamo fatto.

Il sesso… non pervenuto in questo periodo.

E così, diretta a Roma, iniziano a risalire tutte le vecchie sensazioni ed emozioni… quelle leggere, quelle pesanti, quelle più profonde.

La Lupetta leggera pensa a R che si è offeso e non la fa più giocare, così come facevano così bene un tempo.
Poi però c’è la Lupetta sentimentale, che non può fare a meno di pensare a P, che le ancora così tanto effetto. La tentazione di chiamarlo è davvero forte, ma già so come finirebbe, ed il gioco non varrebbe la candela. E qui non è questione di sesso, non lo è mai stato… È questione di sensazioni che riaffiorano ogni volta che sento la sua voce, di quel senso di incompiuto e di “spezzato” che aleggia da sempre tra di noi.
E poi ci sono le emozioni più profonde, l’appocundria quando metto piede a Roma, la speranza di non aver fatto una grande cazzata… Ma poi, finita la canzone e preso il treno di ritorno, ritornano salde le mie convinzioni e continuo a vivere la mia vita, step by step, day by day, fiduciosa che tutto questo abbia (o al max avrà) un senso…
Idee malsane

Idee malsane

Ci sono i giorni equilibrati e poi ci sono i momenti in cui ti vengono idee malsane…è umano, è comprensibile, ma è anche tanto tanto stupido. Mesi e mesi per cercare un po’ di equilibrio, per poi buttare tutto all’aria… E per cosa poi?!! Per vivere un momento che non mi porterà niente, ma anzi mi toglierà qualcosa.

Proprio non la voglio imparare questa lezione…

Relax

Relax

Sono seduta sul letto, con la schiena appoggiata ai miei cuscini giganti che il più delle volte mi danno solo fastidio, ma che apprezzo in questi momenti. Ho fatto una camomilla calda ed ho chiesto ad Alexa mi mettere musica rilassante.
L’idea che Alexa ha di relax va un po’ rivista… Mi ha messo Ultimo… Per me rilassante è il rumore del mare, ma tant’è…
Tanti pensieri mi frullano per la testa.
A volte mi chiedo se non sia giusto affrontare scelte di cuore con la testa. Se seguire il cuore o l’istinto non mi ha portato fortuna, forse è tempo di cambiare strategia… Poi ripenso a G, a come non abbia funzionato e a come, nonostante faccia fatica ad ammetterlo, sia stata una fortuna che non abbia funzionato

E penso a quante cose sono cambiate negli ultimi 10 mesi… Mi sembra di aver percorso km e allo stesso tempo solo pochi metri. A volte la mia “vecchia vita” ancora mi chiama, è un po’ come il richiamo delle sirene, ma cerco di non farmi distogliere dal mio cammino. Cerco di guardare avanti, di approfittare del mio momento di tranquillità per fare cose nuove, conoscere persone, per nuovi stimoli.
Avevo dimenticato quanto fosse difficile ricominciare in un posto nuovo a 40 anni, ma non mollo.
Mentre i vari pensieri prendono forma, mi viene voglia di qualcosa di buono ma ahimè mi manca Ambrogio
Tutta colpa di Freud

Tutta colpa di Freud

“Io mi sento di poter dividere gli uomini in quattro categorie, che più o meno vanno a coprire circa il 95% dell’universo maschile.

Categoria Numero 1: gli insoddisfatti. Tutto il giorno ripetono: la mia vita fa schifo, mia moglie non mi ama, i miei figli mi detestano. La donna che casca in questo rapporto diventa una crocerossina. Non dice mai: Io ti amo. Dice: Io ti salverò.

Categoria Numero 2: Peter Pan. Hanno di bello che non hanno crisi di mezza età perché sono fermi all’ adolescenza. Per loro sei un joystick, conquistarti vuol dire salire al primo livello, portarti a letto è vincere la partita. Prediligono donne giovani, esageratamente giovani.

Passerei senz’altro alla categoria 3, i vorrei-ma-non-posso. Di solito sposati con figli, ma in procinto di separarsi, in procinto di dirglielo, in procinto di andare via di casa. Sono sempre in procinto di, ma non fanno mai nulla, perché ora lei sta attraversando un momento difficile, perché il bambino è piccolo, perché il bambino non capirebbe. Poi, alla festa di laurea del bambino, forse capisci che il momento giusto non arriverà mai.

Infine ci sono i buoni, belli e intelligenti.”

“Ah, finalmente! Qual è il loro problema?
“La mamma”.
“La mamma?”
“Sì, una presenza costante e imprescindibile, fin dall’ infanzia. E’ lì che cominciano a trasformare i loro piccoli uomini in piccoli mostri – Ma quant’ è bello ‘sto pisellino? Ma com’ è grosso ‘sto pisellino? Ma di chi è ‘sto pisellone?. Tutto il repertorio: quanto sei bello, quanto sei intelligente, quanto sei bravo. E allora, se per metà della tua esistenza una donna ti fa sentire Dio, perché accettare che per il resto della vita un’altra donna ti faccia sentire uno stronzo?”

“Papà, però scusa, tu hai parlato del 95% degli uomini. E il restante 5%?”
“Sono quelli decenti. Buona caccia al tesoro amore mio”.

Monologo tratto dal film: “Tutta colpa di Freud”.